Classi ambientali delle stufe e divieti regionali

Le stelle del DM 186/2017, cosa puoi installare davvero in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna e cosa chiedere al fornitore prima di firmare.

Classi ambientali delle stufe e divieti regionali

In due frasi: Dal 2018 ogni stufa, caminetto o caldaia a legna o pellet ha una classe ambientale da 2 a 5 stelle, stabilita dal DM 186/2017: più stelle significano meno polveri emesse. In quattro regioni del bacino padano — Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna — quella classe non è un dettaglio commerciale ma un requisito di legge: sotto una certa soglia l'apparecchio non si può installare, e in alcuni casi nemmeno usare.

Cosa sono le stelle di una stufa

La certificazione ambientale a stelle è stata introdotta dal Decreto del Ministero dell'Ambiente n. 186 del 7 novembre 2017, in vigore dal 2 gennaio 2018. Assegna a ogni generatore alimentato a biomassa legnosa una classe da 2 a 5 stelle, misurata su quanto emette in polveri sottili, monossido di carbonio, composti organici e ossidi di azoto per unità di calore prodotto.

Il senso è semplice: a parità di calore in casa, un apparecchio a 5 stelle immette in aria una frazione delle polveri di uno a 2 stelle. Non è una questione di comfort o di resa — quella la misura il rendimento — ma di quanto il tuo camino sporca l'aria del quartiere.

La classe è scritta sulla targhetta dell'apparecchio e sulla dichiarazione ambientale rilasciata dal costruttore. Se un venditore non sa dirti quante stelle ha il modello che ti sta proponendo, è già un motivo per diffidare: quel dato serve per legge, per le detrazioni fiscali e per il Conto Termico.

Perché le regioni ci hanno messo dei divieti sopra

Il riscaldamento domestico a legna è una delle principali fonti di polveri sottili in Italia, e il bacino padano — per la sua conformazione geografica, con l'aria che ristagna tra le Alpi e gli Appennini — è l'area europea con i superamenti più frequenti dei limiti di PM10.

Per questo Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno sottoscritto accordi comuni e adottato misure che fissano una classe minima obbligatoria per le nuove installazioni e limitano o vietano l'uso degli apparecchi più vecchi. Le sanzioni per chi non rispetta i divieti arrivano a diverse migliaia di euro.

Le regole regione per regione

Questo è il quadro strutturale, cioè le regole che valgono tutto l'anno. Sopra ci sono poi le misure temporanee, che scattano quando le centraline registrano superamenti prolungati e possono fermare anche apparecchi di classe superiore, per giorni o settimane.

Lombardia

È vietato installare generatori a biomassa sotto la classe 4 stelle ed è vietato usare quelli da 0, 1 e 2 stelle. C'è inoltre l'obbligo di alimentare l'impianto con pellet di qualità certificata (ENplus A1 o equivalente): usare pellet scadente in un apparecchio a norma è comunque una violazione. Fonte: Regione Lombardia, misure permanenti per la qualità dell'aria.

Piemonte

In tutti i comuni è vietato installare nuovi generatori sotto i 35 kW con classe inferiore a 4 stelle. Nell'agglomerato di Torino e nelle zone di pianura e collina è inoltre vietato l'uso degli apparecchi sotto le 3 stelle. Fonte: Regione Piemonte, riscaldamento e qualità dell'aria.

Emilia-Romagna

Il Piano Aria Integrato Regionale chiede per le nuove installazioni la classe 5 stelle sui parametri di particolato e composti organici totali, e almeno 4 stelle sugli altri parametri. Nei comuni interessati dal piano l'uso degli apparecchi meno efficienti è progressivamente limitato. Fonte: Regione Emilia-Romagna, riscaldamento domestico a biomasse.

Veneto

Installazioni e incentivi sono orientati alla classe 5 stelle, con la possibilità di 4 stelle nelle zone alpine, e con soglie stringenti sul particolato primario. Nelle zone di pianura, durante le allerte per le polveri sottili, l'uso degli apparecchi delle classi più basse viene sospeso. Fonte: ARPA Veneto, la normativa sulla qualità dell'aria.

E nelle altre regioni?

Fuori dal bacino padano non esistono, al momento, divieti strutturali di questa portata: puoi installare classi più basse senza violare una norma regionale. Restano però validi tre vincoli nazionali: il rispetto della UNI 10683 per canna fumaria e scarico fumi, la dichiarazione di conformità dell'installatore abilitato ai sensi del DM 37/08, e il fatto che le detrazioni fiscali e il Conto Termico premiano solo le classi alte. Anche dove la legge non ti obbliga, scendere sotto le 4 stelle significa quasi sempre rinunciare agli incentivi.

Cosa devi fare, in pratica, prima di comprare

Prima di firmare qualunque preventivo per una stufa, un inserto o una caldaia a biomassa:

  • Chiedi la classe ambientale per iscritto, sul preventivo, non a voce. Deve essere indicato il modello esatto e le sue stelle.
  • Verifica la pagina ufficiale della tua Regione il giorno in cui acquisti: le soglie vengono aggiornate e le misure temporanee cambiano ogni stagione.
  • Controlla le ordinanze del tuo Comune: alcuni comuni adottano limitazioni proprie, più severe di quelle regionali.
  • Fatti dire cosa succede al vecchio apparecchio. In molti casi la sostituzione di un apparecchio obsoleto è proprio ciò che sblocca gli incentivi.
  • Pretendi la dichiarazione di conformità a fine lavori: senza quella, l'impianto non è a norma e in caso di controllo o di sinistro i problemi sono tuoi.

Una stufa a 5 stelle costa di più?

Sì, il prezzo d'acquisto è più alto di un modello economico di fascia bassa. Ma il confronto onesto si fa su tre voci: le classi alte hanno rendimenti superiori, quindi consumano meno pellet a parità di calore; sono le uniche ammesse agli incentivi, che ne riducono il costo reale; e soprattutto sono le uniche che potrai continuare a usare se la tua regione stringerà ulteriormente le regole. Un apparecchio comprato oggi al limite minimo consentito rischia di diventare inutilizzabile prima di essersi ripagato.

Se stai valutando una sostituzione, la pagina del tuo comune ti mostra la zona climatica, i gradi giorno e una stima del fabbisogno: trova il tuo comune per le stufe a pellet oppure richiedi direttamente i preventivi ai rivenditori della tua zona, che conoscono le regole in vigore da voi.

Redazione IGNE — contenuto a cura della redazione di IGNE (Evo Sistemi di Cirone Simone, P.IVA 02949240549). Ultima revisione: .

Fonti di riferimento: normativa vigente (DPR 412/93 per zone climatiche e gradi giorno, DM 37/08 per le abilitazioni impiantistiche, UNI 10683 per gli scarichi fumi), dati PVGIS — Commissione Europea per la producibilità fotovoltaica, GSE per incentivi e meccanismi di ritiro dell'energia, ISTAT per i dati demografici. Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il sopralluogo di un tecnico abilitato; aliquote e requisiti degli incentivi cambiano nel tempo: verificali sempre prima di firmare un preventivo.