Pompa di calore: come funziona e quanto rende davvero

COP e SCOP spiegati, resa col freddo vero, consumi elettrici e raffrescamento estivo: senza miti.

Pompa di calore: come funziona e quanto rende davvero

In due frasi: Una pompa di calore sposta il calore da fuori verso dentro (inverno) o viceversa (estate), consumando energia elettrica, non creandolo dal nulla. La resa reale dipende da quanto è isolata la casa e da quanti gradi sotto zero fa: non è sempre conveniente rispetto al gas, ma funziona anche a -10°.

Come funziona davvero una pompa di calore?

Il principio è semplice: una pompa di calore estrae il calore dall'aria (o dal terreno) anche quando fuori c'è freddo, lo comprime elettricamente e lo rilascia dentro casa a temperatura utile per riscaldare. D'inverno prende calore da fuori (esiste anche sotto zero), d'estate fa il contrario e raffredda. Non crea energia, la sposta: per questo consuma elettricità.

Il COP e lo SCOP: cosa significano davvero?

Il COP (Coefficient of Performance) è il rapporto tra calore fornito e energia elettrica consumata. Se una pompa ha COP 3, per ogni kilowatt di corrente immette 3 kilowatt di calore. Lo SCOP è la media stagionale, più realistica, perché il COP varia con la temperatura esterna: quando fuori fa -5° il COP scende, quando fa 5° sale. Un COP 3-3,5 in condizioni normali è realistico; non credere ai 4-5 pubblicizzati in catalogo se non sai a quale temperatura sono misurati.

Resa con temperature sotto zero: il vero limite

Una pompa funziona anche a -10°, -15°, ma la resa cala. A 0° una pompa moderna ha ancora COP 2,5-3; a -10° scende a 2-2,2; a -15° a 1,5-1,8. Questo significa che consuma più corrente per lo stesso calore. Se la tua zona climatica scende regolarmente sotto -10° (nord Italia, montagna), una pompa d'aria sola potrebbe non bastare: servirà integrazione con caldaia a gas (sistema ibrido) o scegliere pompa a terra (più stabile, molto più cara).

Consumi elettrici: cosa aspettarsi?

Una casa di 150 m² ben isolata, riscaldata solo a pompa, consuma in media 3.000-4.500 kWh/anno di elettricità (zona E). Se la corrente costa 0,25 €/kWh, sono 750-1.125 €/anno di riscaldamento. La stessa casa con metano costerebbe circa 600-800 € (con i prezzi attuali dei due vettori il confronto va fatto caso per caso). La pompa conviene quando: (1) la casa è isolata (coibentazione buona), (2) non hai gas metano, oppure (3) accoppi la pompa al solare fotovoltaico. Se la casa è vecchia e fredda, i consumi salgono a 6.000-8.000 kWh/anno: diventa antieconomica.

Rumorosità: quanto è silenziosa?

Una pompa aria-aria moderna produce 40-50 dB all'esterno (come un frigorifero). Non è silenziosa, ma è gestibile se piazzi l'unità esterna lontano da finestre di camera. Le pompe a terra sono più silenziose ma costano il doppio. I modelli più economici possono arrivare a 55-60 dB: se hai vicini di casa vicini, punta su un modello silenziato. Le pompe inverter riducono i cicli lunghi e la rumorosità rispetto ai modelli on/off vecchi.

Raffrescamento estivo: bonus gratuito?

La pompa aria-aria (split) raffredda d'estate con gli stessi tubi del riscaldamento invernale. Il COP estivo è spesso migliore dell'invernale (4-5) perché la differenza di temperatura è piccola. Il costo di raffrescamento è quindi basso. Attenzione: se la casa è vecchia e male isolata, la perdita di fresco è tanta e la pompa gira di continuo, vanificando i vantaggi. L'isolamento è sempre il primo passo.

Quando conviene, quando NO

CONVIENE NON CONVIENE
Casa isolata, zona E-F (coibentazione buona) Casa vecchia, dispersione termica alta
Senza accesso a gas metano (rural) Metano disponibile + casa dispersiva
Con fotovoltaico (energia quasi gratis) Elettricità cara, niente solare
Zone clima A-C (poco freddo) Zone D-F fredde, inverni lunghi
Spazio per UE esterna e isolamento acustico Condominio in centro, spazi ristretti

Prima di scegliere una pompa di calore, fatti un audit energetico della tua casa per capire la dispersione termica. Se i consumi attuali sono altissimi, isola prima (tetto, finestre) e poi metti la pompa. Una pompa in una casa dispersiva è come mettere l'aria condizionata con le finestre aperte.

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Lo schema in un colpo d'occhio

Perché consuma poco: sposta il calore, non lo crea aria esterna calore gratuito (anche d'inverno) pompa di calore 1 kWh di elettricità per farla lavorare casa calda 3–4 kWh di calore Con 1 kWh elettrico ottieni 3–4 kWh termici (SCOP 3–4). Una caldaia, da 1 kWh di gas, ne rende meno di 1.

Redazione IGNE — contenuto a cura della redazione di IGNE (Evo Sistemi di Cirone Simone, P.IVA 02949240549). Ultima revisione: .

Fonti di riferimento: normativa vigente (DPR 412/93 per zone climatiche e gradi giorno, DM 37/08 per le abilitazioni impiantistiche, UNI 10683 per gli scarichi fumi), dati PVGIS — Commissione Europea per la producibilità fotovoltaica, GSE per incentivi e meccanismi di ritiro dell'energia, ISTAT per i dati demografici. Le informazioni hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il sopralluogo di un tecnico abilitato; aliquote e requisiti degli incentivi cambiano nel tempo: verificali sempre prima di firmare un preventivo.